Mettiamola così. Se pensate che 2º gradi in più non possano avere un effetto così rilevante sul pianeta, proviamo allora a fare una similitudine con la temperatura corporea umana: a 36º si sta bene e si è sani, a 38° si ha la febbre e si è ammalati.
La questione climatica è diventata un punto determinante del nostro tempo e siamo in un momento decisivo in cui possiamo scegliere se salvare il pianeta, e salvarci o continuare nell’indifferenza più totale e arrivare ad un punto di non ritorno.
L’uomo esercita un’influenza potente sul clima e sulle variazioni della temperatura terrestre e questo cambiamento si sta muovendo in modo così veloce che in brevissimo tempo sta provocando danni gravissimi in un lasso di tempo ridotto.
L’emergenza c’è, questo è innegabile.
Ci dicono che la temperatura media della Terra sta aumentando a una velocità preoccupante (negli ultimi 5 anni si sono registrate ondate di calore anomale in tutto il mondo).
I ghiacciai si sono sciolti e con questo fenomeno si sta verificando l’estinzione di animali che non esisteranno più. Fino a dieci anni fa nessuno pensava possibile che ghiacciai imponenti come quelli della Groenlandia potessero essere passibili, a causa delle loro mastodontiche dimensioni, di cambiamenti climatici. Invece non è così. Inesorabile è il loro mutamento che innalza in modo allarmante i livelli del mare.
L’incremento termico degli oceani contribuisce a far vacillare l’ecosistema marino, anello fondamentale per la catena alimentare sia animale che umana, che si trova ad essere già deprivato di un terzo della Grande barriera corallina, morta soffocata da un eccessivo innalzamento del termometro subacqueo.
Il colpo di grazia
Come se non bastasse, l’uomo contribuisce anche in altri modi al deterioramento dell’ambiente.
Basti pensare a eventi come la crescente presenza di plastica nei mari e l’acidificazione dei fondali, tutti ulteriori fattori che hanno un impatto forte e devastante ai fini del futuro della Terra.
Il pianeta si sta man mano ribellando con inondazioni e tempeste flagellanti, scenari catastrofici si stanno stagliando sul nostro orizzonte. Milioni di persone si trovano/si troveranno in situazioni disagiate in cui saranno messi a repentaglio i mezzi di sostentamento di prima necessità come i cereali (riso e frumento), fondamentali per la sopravvivenza degli esseri umani.
Ciò perché i raccolti saranno distrutti anche da incendi violenti e lunghi. Come abbiamo già verificato negli scorsi mesi in Amazzonia. Ciò che accade a chilometri di distanza dalla propria realtà non può più restare lì confinato, ma diventa sempre più un problema di tutti. Quei 12 milioni di ettari di terra bruciata, ridotti in cenere si disperderanno in ogni angolo del mondo sotto forma di 120 miliardi di tonnellate di carbonio.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NON È
UN PROBLEMA FUTURO MA STA ACCADENDO ORA.
Forse il mondo è troppo distratto per rendersi conto di quanto sta succedendo, pensiamo che gli incendi e l’innalzamento climatico non ci riguardano perché lontani dalla nostra quotidianità. Paradossalmente ci convinciamo di vedere il bicchiere mezzo pieno rispetto a questa situazione… a nessuno in effetti piace un inverno troppo rigido.
Allora cosa possiamo fare?
Non è troppo tardi per cambiare.
Ogni giorno si va verso un destino che nessuno vuole.
Nel 2015 l’accordo di Parigi ribadiva in modo più chiaro e ineluttabile il problema. Si definiva, quindi, un piano d’azione GLOBALE, con l’intenzione di rimettere il mondo sulla buona strada per evitare l’annunciata catastrofe. Tutti gli Stati sono stati invitati a ridurre le emissioni, a proteggere l’ambiente, a chiudere le centrali di carbone più inquinanti e a ridurre l’impiego dei combustibili fossili. Una vera e propria rivoluzione è richiesta per qualsiasi ambito della nostra realtà – dai metodi produttivi, ai trasporti, ecc. Come ha sostenuto Greta Thunberg nel discorso di fronte alle Nazioni Unite, “Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. Se deciderete di non fare nulla, non potremo mai perdonarvi”. Siamo fiduciosi che gli Stati prenderanno le giuste precauzioni.
Nel frattempo, noi, nel nostro piccolo, ci rendiamo conto che ogni singolo comportamento può fare la differenza?
Il futuro dipende anche da noi. Spegnere la luce quando non serve, non sprecare l’acqua potabile, usare con cura la carta, evitare la plastica il più possibile, prediligere i mezzi di trasporto piuttosto che la propria vettura, preferire carne e latticini provenienti da allevamenti bio e non intensivi.
Non è troppo tardi per cambiare.
Se lo vogliamo.









